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MAX CRISTINA

Brasile 2014: Germania campione del mondo per la quarta volta

Argentina battuta 1-0 in finale, decide Goetze al 113'

La Germania è campione del mondo per la quarta volta nella sua storia. Ci sono voluti i supplementari agli uomini di Loew per avere la meglio dell'Argentina dopo lo 0-0 dei novanta minuti di gioco. La rete decisiva, dopo diverse occasioni fallite dai sudamericani con un Messi opaco, è arrivato al 113' con una stupenda giocata di Goetze che vale l'1-0 su assist di Schuerrle dalla sinistra. Inutile l'assalto finale dell'Argentina.

LA PARTITA

Forse lo si poteva sapere prima, forse è giusto così o forse semplicemente hanno vinto i più forti. La Germania è tornata a essere "über alles" a ventiquattro anni di distanza da quella discussa finale di Roma, contro l'Argentina per di più e con le stesse divise di gioco. Lo ha fatto scrivendo la storia e conquistando il Sudamerica come novità assoluta: mai prima d'ora una squadra europea aveva trionfato Oltreoceano. Ci sono voluti ancora una volta i supplementari per vincere la resistenza dell'Albiceleste, abbattuta dopo centotredici minuti da una giocata dell'uomo più discusso, Goetze. Lui ha scritto il suo nome nell'albo d'oro, lui prima di Messi, la grande delusione nel contesto perfetto per avvicinare il mito di Maradona. Occasione persa.


Al Maracanà, teatro dei sogni per un Mondiale spettacolare, si sono affrontate due habitué del calcio d'élite in una sorta di "bella" dopo le finali spartite tra il 1986 e il 1990. Le stesse nazioni in campo ma con delle filosofie completamente cambiate rispetto alla normalità in un torneo che di normale ha avuto ben poco. Da una parte l'Argentina, coriacea, compatta ma totalmente dipendente da Messi e grande raccoglitrice di 0-0 dagli ottavi in poi (Svizzera, Olanda e appunto Germania con solo un 1-0 al Belgio). Dall'altra i tedeschi, miscela ben riuscita di un campionato e un movimento calcistico in netta evoluzione. Un mix perfetto di fisicità, compattezza, tecnica e tattica, l'evoluzione compiuta da Loew in dieci anni di nazionale, prima da vice di Klinsmann e poi da "titolare". Tante armi e una convinzione nei propri mezzi tipica della Germania stessa. Vincente.

In una finale però nulla si può dare per scontato prima del verdetto del campo e se alla vigilia la quarta stella della Mannschaft era pronosticabile dopo i 7 gol rifilati al pessimo Brasile, il campo ha restituito una partita a scacchi con qualche sussulto qua e là. La Germania a fare la partita con tanto possesso palla di contaminazione Bayern, l'Argentina ad aspettare e ripartire alle spalle dei lenti centraloni di Loew, superati a volte ma mai abbattuti per onor di cronaca. Ne esce un primo tempo pimpante, senza gol ma con l'equilibrio su una linea sottile lunga centometri e poco più, niente a che vedere con il 4-0 di Sudafrica 2010. Il 4-4-2 di Sabella contro il 4-3-3 di Loew, bravo a farsi scivolare addosso il forfait last second di Khedira e successivamente del sostituto Kramer. Quasi una partita di hockey, da una parte all'altra colpo su colpo, ma senza la giocata vincente che ci si aspetti da Messi o Mueller. Tutt'altro. Higuain si divora il gol davanti a Neuer al 21', vedendosi annullato per fuorigioco il tocco vincente alla mezz'ora. Le urla di gioia dei tedeschi, invece, si infrangono con grande violenza sul palo di Hoewedes al 45' mantenendo uno 0-0 stonato in un Mondiale generoso dal punto di vista dei gol.


Nella ripresa è Sabella a mescolare le carte in tavola mandando in tilt i piani di Loew, togliendo Lavezzi e passando al 4-3-1-2 con il chiaro compito di bloccare Lahm a destra. Missione compiuta e numero di occasioni che scema di pari passo con lo svanire di Messi fino al supplementare. Schuerrle e Palacio, che sbaglia il pallonetto a un metro da Neuer, provano a smorzare la tensione ma è di Goetze la genialata dell'anno: cross dalla sinistra di Schuerrle, inserimento, stop di petto e tiro al volo per il gol che vale il Mondiale (e con esso il record di gol, 171) e il coronamento di un progetto iniziato nel lontano 2000, il momento calcistico più basso della recente storia tedesca. Da quell'Europeo in Olanda-Belgio al Brasile di acqua sotto i ponti ne è passata. Con essa idee, programmazione ed evoluzioni tattiche. E' cresciuto tutto il calcio tedesco, ma mancava quel sigillo che è arrivato in Brasile. La Germania è sul tetto del mondo, ed è giusto così.

IL TABELLINO

GERMANIA-ARGENTINA 1-0 dts
Marcatori:
113' Goetze
Germania (4-3-3): Neuer 7; Lahm 7, Boateng 7, Hummels 6,5, Hoewedes 5,5; Kramer 6 (31' Schuerrle 6,5), Schweinsteiger 6,5, Kroos 5; Mueller 7, Klose 6,5 (88' Goetze 7,5), Oezil 5 (115' Mertesacker sv). A disp.: Zieler, Weidenfeller, Grosskreutz, Ginter, Durm, Draxler, Khedira, Podolski. All.: Loew 8.
Argentina (4-4-2): Romero 7; Zabaleta 6, Demichelis 5,5, Garay 5, Rojo 5; Biglia 5,5, Mascherano 7, Perez 5,5 (86' Gago 5), Lavezzi 6,5 (46' Aguero 5); Messi 5, Higuain 5 (78' Palacio 5). A disp.: Andujar, Orion, Campagnaro, F. Fernandez, Basanta, Di Maria, Maxi Rodriguez, A. Fernandez, Alvarez. All.: Sabella 5,5.
Arbitro: Rizzoli
Ammoniti: Schweinsteiger, Hoewedes (G); Mascherano, Aguero (A)
Angoli: 5-3. Rec.: pt 4', st 5'